mercoledì 27 ottobre 2010

Luccio - ulteriori azioni di gestione

Semina di luccetti? Forse si' e forse no..

Finora abbiamo parlato spesso di management delle popolazioni ma per lo piu' sul lato della regolamentazione della pesca dilettantistica ma abbiamo tralasciato praticamente tutti gli altri aspetti di gestione di una popolazione.

Proseguendo con il discorso cercheremo quindi di toccare, piano piano, tutti gli altri aspetti come immissioni di novellame, protezione degli areali di frega etc.

Continuiamo a fare riferimento all'esempio del luccio che, lo ricordo, essendo un pesce predatore "medio" in tutti i sensi e' un buon modello per parlare di questo argomento.


Partiamo dal presupposto che esistono due classi di fattori che influenzano le dimensioni di una popolazione di pesci: i fattori che tendono ad aumentare la densita' e quelli che tendono a diminuirla.
Puo' sembrare banale ma questa distinzione e' alla base di tutte le decisioni di management successive.

In un'ottica di popolazione in crisi da un lato vanno bloccate il piu' possibile le cause di diminuzione della densita' e dall'altro favoriti i meccanismi di aumento della densita'.

Come penso chiunque si sia accorto ultimamente le popolazioni di luccio, specialmente in Italia, sono in crisi.

I motivi di questo declino sono senza dubbio molteplici:
- Rimozione da parte dei pescatori
- Mortalita' naturale
- Inquinamento (anche se il luccio per la verita' e' abbastanza resistente)
- Competizione/interazione con altre specie introdotte (luccioperca, bass, siluro) e predazione (p.es. uccelli acquatici)
- Distruzione delle aree di frega e disturbo della stessa
- Malattie e parassitosi

Come detto in tante altre occasioni e' stupido ed inutile agire su di un solo aspetto delle problematiche di un ecosistema. Certamente ha senso dare delle priorita' d'azione a quei fenomeni che incidono maggiormente e a quelli che sono risolvibili con uno sforzo minimo, pero' se non si agisce un po' su tutti i fronti si rischia di lavorare per nulla.

Pensate ad esempio ad una popolazione di pesci in crisi, pensate a quello che preferite non importa la specie. Se questa popolazione e' vessata da tutti i problemi dell'elenco precedente provate a pensare di bloccare completamente la pesca senza agire sugli altri problemi.
Cosa succederebbe?
Pur non togliendo intenzionalmente nessun elemento dal sistema i pesci non riuscirebbero a riprodursi (frega disturbata o areali di frega mancanti) e la popolazione continuerebbe a collassare, inoltre ci sarebbero morie periodiche dovute all'inquinamento e infine vi ritrovereste con pochissimi esemplari in un ambiente completamente degradato.

Come anche il sondaggio in home page rivela, le opinoni su cosa sia effettivamente prioritario affrontare sono molto diverse. Quel che si evince pero' e' che le problematiche sono tante e contemporanee.

Quindi che fare? vediamo un po' quali sono le opzioni disponibili per incrementare lo stock di una specie.

Una semina di materiale adulto (foto di Esox2000)

Immissioni di pesce
E' la misura forse piu' popolare, piace ai pescatori perche' "si buttano pesci in acqua" e piace agli amministratori e ai politici perche' ai soldi investiti corrisponde un riscontro materiale che si traduce poi in consenso e voti.
Quando vengono fatte immissioni di pesce adulto di solito si mira a costituire delle cosiddette "put and take fisheries", per dirla con termini italiani si immettono pesci pronta pesca che saranno presto portati a casa dai pescatori sportivi. Generalmente queste immissioni vengono fatte con individui sterili anche se in alcuni casi la sterilizzazione non e' totale e puo' portare all'immissione involontaria di una nuova specie che finisce per insediarsi.
Ci sono anche i casi in cui vengono fatte immissioni di pesce adulto in ambienti compromessi per massimizzare la sopravvivenza dei pesci immessi (per esempio quello che fanno gli amici di Esox2000).
Nella maggior parte dei casi si preferisce immettere esemplari al termine dello stadio larvale per via dei minori costi di produzione pur essendo a conoscenza del disastroso tasso di sopravvivenza.
Ma appunto quanti di questi pesci sopravvivono? Quanto sono efficaci le immissioni?
E' molto difficile da dire, o meglio, e' possibilissimo valutare l'efficacia delle immissioni ma e' impossibile dare una percentuale di sopravvivenza che sia valida per tutti gli ambienti (o per tutte le specie).
I fattori principali da cui dipende il successo di una tale operazione sono la densita' degli avannotti, la disponibilta' alimentare, la densita' della popolazione residente, la presenza e la distribuzione dei ripari.
In generale nel caso del luccio si puo' avere una percentuale di sopravvivenza alla fine del primo anno tra lo 0,5% e il 10% circa. Su 1000 avannotti immessi purtroppo solo 50 arriveranno in media vivi all'autunno successivo e ancora meno arriveranno alla maturita' sessuale, quanti e' veramente difficile saperlo..certo che l'obbiettivo delle immissioni e' aiutare la riproduzione naturale e siccome i numeri sono sufficientemente elevati (di solito nell'ordine delle decine di migliaia) nel lungo periodo possono dare un contributo significativo.
C'e' chi dice che alternando anni di immissioni a densita' elevata con anni di immissioni a bassa densita' si simuli l'effetto della riproduzione naturale con fluttuazioni annuali ma non esistono studi conclusivi in merito.

Semina di avannotti di luccio (vecchia foto di Lanciatori Bassa Trevigiana)

Protezione della frega
E' una delle misure piu' diffuse nella tutela delle popolazioni, durante il periodo di frega si applica un fermo della pesca per permettere alla popolazione di massimizzare il successo della riproduzione.
Quello che viene raramente applicato invece e' una protezione degli areali di frega stessi. I canneti vengono estirpati, le uova messe in secca dal moto ondoso delle barche o dalla variazione dei livelli dell'acqua.
Proteggere la frega naturale e' di estrema importanza soprattutto per specie naturalmente prolifiche come il luccio. Ricordo che una femmina matura produce in media 25.000 uova per kg di peso. Come abbiamo visto molte di quelle uova non arriveranno nemmeno alla schiusa ma in una popolazione con qualche centinaio di riproduttori questo si traduce in un numero significativamente alto.
La protezione degli areali e del periodo di frega puo' tranquillamente consentire il recupero di una popolazione in declino anche senza ulteriori misure, se si parla di specie ad elevata fecondita'.

Lucci in riproduzione in una tipica area di frega nel baltico (foto di Simon Graham, Pike Fly Fishing Articles blog)

Aumento dell'immigrazione da altre aree
Non e' il caso del luccio o almeno non particolarmente ma tutte le specie effettuano movimenti negli specchi d'acqua in cui sono presenti. Nel caso di fiumi le opere architettoniche possono agire da sbarramento a questi movimenti isolando effettivamente tratti di fiume.
La costruzione di scale di risalita permette una migrazione naturale e il superamento di queste barriere. In questo modo una popolazione in declino puo' aumentare per il semplice movimento di individui da una zona a densita' piu' elevata. Sempre ricordando che il movimento puo' avvenire in entrambi i sensi.
Per il luccio questo aspetto potrebbe non essere cosi' cruciale come per i salmonidi ma garantire un flusso di individui tra popolazioni aiuta a distribuire i benefici di aree protette, e questo vale per tutte le specie.

Scala di monta sul fiume Vantaa a Helsinki (per fortuna non tutte le scale di risalita sono a gradoni ed estreme..)


Per non farla troppo lunga rimando la discussione degli altri punti a data da destinarsi..

Bibliografia:
- Skov et al. 2002
- Raat 1988
- Sutela et al. 2003

7 comments:

Anonimo ha detto...

come sempre complimenti!!! aspetto ansioso il continuo!
stay tuned!!!!

riccardo

Milo ha detto...

grazie dei complimenti, ultimamente ho veramente poco tempo da dedicare al blog ed e' facile scoraggiarsi..

Anonimo ha detto...

Milo una persona come te non deve mai Scoraggiarsi .
anche se so che spesso non si Riceve dal Pubblico la dovuta riconoscenza non per Malafede ma spesso semplicemente per Mancanza di Voglia di postare una semplice Rissopta se pur veloce ,
ciò nonostante personalmente ho letto su diversi siti ,
i tuoi Racconti e devo dire che spesso li leggo
tutto d'un fiato .!!
grazie a te Milo per il tempo che ci dedichi Invitandoci a leggerti e sopratutto per la Passione e Competenza che Trasmetti , continua Così ..!!
ciao Pino ..( orcassassina ) ..!

Anonimo ha detto...

ciao quando puoi fai un articolo con foto circa le speci di luccio presenti in italia? personalmente non riconosco l italico dall europeo cioa e grazie

Milo ha detto...

Personalmente ritengo che in Italia ci sia una sola specie di luccio (Esox lucius) e che per il momento non ci siano le basi per parlare di specie diverse ma per lo piu' di ecotipi (o sottospecie, a volerla stirare). Il riconoscimento degli ecotipi e il loro valore conservazionistico e' indubbio ma non e' sempre facile, come penso di mostrare a breve in un articolo che e' in preparazione e dovrebbe vedere la luce non appena mi arriva del materiale che sto aspettando dall'Italia.

Anonimo ha detto...

mi riferivo alle differenze tra il luccio italico e quello europeo che vendono di solito gli allevamenti, non riesco a distinguerli mai

luigi

Milo ha detto...

appunto Luigi, non sempre e' facile distinguerli neanche per gli esperti..almeno non in tutti i casi..comunque conto di pubblicare l'articolo prima della fine dell'anno per cui rimani sintonizzato!

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